Scheda: Soggetto - Tipo: Persona

Emilio Teglio (Modena, 1873 - Brescia, 1940)

Emilio Teglio. Fotografia tratta da Marisa Chiarion Roncarati, Il professore Emilio Teglio. Profilo di un preside di liceo negli anni 1922-1938, "Quaderni del Liceo Classico Ludovico Ariosto", Ferrara 2001, p. 18. © Liceo L. Ariosto, Ferrara

Emilio Teglio è preside del Regio Liceo Classico Ariosto di Ferrara dal 1922 al 1938, quando sarà costretto alle dimissioni a causa delle leggi razziali.


Nascita: 30 Giugno 1873

Attività: 1922
Emilio Teglio diventa preside del Liceo Classico Ludovico Ariosto

Date note sulla vita: 1938
Emilio Taglio viene costretto a lasciare l’incarico di preside a causa delle leggi razziali

Morte: 13 Agosto 1940

Categorie

  • insegnante | intellettuale

Tag

  • Ferrara ebraica

1. Dati biografici

Emilio Teglio nasce a Modena il 30 giugno del 1873, è uno degli undici figli dell’avvocato Bonaiuto Teglio, consigliere legale del duca di Modena. Si laurea nel 1897 in matematica all’Università di Torino, dove l’anno seguente consegue anche il diploma di Magistero in matematica. Nel 1902 si laurea anche in fisica presso l’Università di Modena e qui rimane come assistente all’Istituto di fisica fino al 1906, quando si trasferisce a Monteleone Calabro (oggi Vibo Valentia) come incaricato di chimica e fisica nel liceo cittadino. Nel settembre 1910 partecipa all’VIII Congresso Nazionale della Federazione fra insegnanti delle Scuole Medie, che si svolge a Pisa e al quale partecipano fra gli altri anche Gaetano Salvemini e Giuseppe Lombardo Radice. Nel 1922 viene trasferito da Fermo a Ferrara, dove diventa preside del Regio Liceo classico Ariosto. Nel ricordo degli allievi, tra i quali anche il futuro scrittore Giorgio Bassani, Emilio Teglio è una presenza autorevole e severa, che concepisce la scuola come “un’occasione importante per la formazione umana”: percorreva i corridoi dell’istituto, “vestito scuro, occhi vivaci e mobili, barba fluente e squadrata, baffi a manubrio, mani incrociate dietro la schiena, modi eleganti e fermi” (Chiarion Roncarati 2001, p. 27). Tante sono la sua fermezza e la sua coerenza che sospende da scuola il figlio Ugo (1906-1943), perché sorpreso a fischiettare nei corridoi del Liceo oppure perché sorpreso ancora con il berretto in testa.

2. Le leggi razziali e le dimissioni

Già negli anni 1926-1927 il preside Emilio Teglio è stato oggetto di un’indagine da parte delle autorità per appurare la fondatezza di alcune dicerie che lo accusavano di condotta antifascista. Il prefetto scrive al Ministero della Pubblica Istruzione che non ci sono elementi concreti, ma “data la sua lunga permanenza nella Massoneria di Palazzo Giustiniani, si ignora fino a qual punto egli sappia inculcare nell’animo degli alunni lo spirito della idealità fascista”. Emilio Teglio dunque, pur senza contrapposizioni nette al regime, agiva in modo autonomo, rivendicando per la cultura spazi e metodi propri. Nell’estate del 1938 con l’emanazione delle leggi razziali, Emilio Teglio è costretto a dimettersi insieme al preside del Liceo Scientifico di Ferrara Yoseph Colombo, ufficialmente per raggiunti limiti di età, anche se aveva solo sessantacinque anni. A fine anno si trasferisce a Brescia dalla figlia Noemi, dove entrambi vivono con apprensione l’impegno di Ugo Teglio contro il regime fascista. Emilio Teglio muore improvvisamente il 13 agosto 1940.

3. Testimonianze

“Nessuna riforma di ordinamento o di programmi, nessun apparente miglioramento riusciranno efficaci, se, in pari tempo, non sorge e penetra nel Paese un nuovo concetto sulla scuola, sul suo valore, sulla sua importanza sociale […] Se lo Stato veramente vuole rinnovare la Scuola, deve circondarne di guarentigie l’attività e le funzioni; dar opera affinché si formi nel paese quell’ambiente di stima necessario al regolare funzionamento di qualsiasi istituto di importanza sociale; deve proteggerla contro ogni ingerenza estranea, specialmente politica […] Questo noi insegnanti dobbiamo prima d’ogni altra cosa chiedere, ed affermare […] perché siamo pronti ad ogni sacrificio, a dare tutto il nostro entusiasmo”. (Teglio Emilio, Riordinamento delle Scuole Medie di cultura tecnica e professionale, Congresso Nazionale della Federazione fra insegnanti delle Scuole Medie, Pisa, 2010, p.2)

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