Max Ascoli e Ferrara - page 8

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Prefazione
Prosegue l’opera di rigorosa divulgazione che da diversi anni vede attivamente
impegnata la ricercatrice e studiosa Marisa Chiarion Roncarati. Alle innovative,
opportune realizzazioni editoriali riguardanti, nell’ordine, le vicende esistenziali
del preside ferrarese Emilio Teglio, gli “Italiani del silenzio” (ovvero l’interna-
mento dei militari italiani durante la seconda guerra mondiale) e lo sviluppo
socio-economico di un borgo rurale (da anni ormai realtà urbana ferrarese), fa
ora seguito il denso saggio su
Max Ascoli e Ferrara
, organico studio che appor-
ta un significativo contributo alla conoscenza di una personalità ferrarese di re-
spiro internazionale, la cui poliedrica opera viene finalmente illustrata alla no-
stra comunità.
Dotata di un bagaglio culturale di encomiabile spessore e supportata da una al-
trettanto rimarchevole preparazione didattica, l’Autrice proietta i suoi studi in
una tutt’altro che usuale prospettiva contestualizzante, tesa alla conquista, tra i
suoi interlocutori privilegiati, del mondo della scuola nelle sue più significative
sfaccettature.
La padronanza della metodologia storica le consente, infatti, un’operatività a
più dimensioni (quelle, peraltro, auspicate da Fernand Braudel), tra
macro
e
micro
storia, che conduce il lettore a poter disporre di materiali e di analisi di
vasta portata culturale.
Scrive, d’altra parte, Marisa Chiarion Roncarati:
«Ricostruendo la storia di un uomo, quale Max Ascoli, nell’intreccio tra la di-
mensione personale, comunitaria, sociale e politica è stato infatti possibile mo-
strare come una lettura della “semplice” quotidianità, possa mettere in luce la
complessità della storia locale, in cui si riflette quella nazionale ed internazio-
nale».
La vita e il pensiero di Max Ascoli (Ferrara, 1898 - New York, 1978) scorrono
tra avvenimenti, luoghi e ruoli di notevole complessità, che si dipartono dagli
anni della sua formazione ferrarese, nel contesto di quella comunità ebraica di
cui Marisa Chiarion Roncarati analizza il secolare itinerario.
La tragica dinamica dei rapporti tra fascismo e antifascismo trovano un giovane
Max Ascoli pronto ad una scelta di vita basata sulla libertà, in un
trait-d’union
tra socialismo e liberalismo, a netta distanza da un fascismo che si stava sem-
pre più trasformando in regime dittatoriale.
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