Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Ex Casa del Fascio

Ex Casa del Fascio. Autrice Patrizia Carletti, classe VB, ITG Giovanni Battista Aleotti, anno accademico 2018/2019

Situata sull’asse viario principale cittadino, viene inaugurata nel 1931. Oggi ospita la scuola secondaria di primo grado “Tasso”, la caserma dei carabinieri – corpo forestale, la sede del catasto e la ragioneria territoriale dello Stato.

Probabilmente è l’edificio più noto di Ferrara a firma dell’architetto Giorgio Gandini a Ferrara.

 


VIALE CAVOUR 75

Committenza: 1926
Comune di Ferrara

Progetto: 1926 - 1928
arch. Giorgio Gandini (Ferrara, 1893 - 1963)

Costruzione: 1928 - 1930

Inaugurazione: 23 Febbraio 1931

Categorie

  • scuola

Tag

  • Ex Casa del Fascio | Giorgio Gandini | Scuola T. Tasso | Ferrara città del Novecento

Storia dell'edificio

L’ex casa del Fascio di Ferrara costituisce l’esempio probabilmente più noto dell’opera dell’ingegnere-architetto bolognese Giorgio Gandini nella nostra città, soprattutto per l’imponenza dell’edificio.

Riconosciuta l’inadeguatezza della sede originaria di corso Giovecca, si decise nel 1926 la costruzione di un edificio, con forme neo–cinquecentesche, sul nuovo asse stradale urbano costituito da viale Cavour. Per la realizzazione di questo palazzo fu demolito quello preesistente risalente al1630, utilizzato come granaio pubblico e in seguito destinato alla caserma “Pestrini”. Parte del portale secentesco della facciata della vecchia costruzione fu portato nel cortile di Palazzo Diamanti.

Il giorno 23 febbraio del 1931 fu celebrata la cerimonia di inaugurazione alla presenza di Italo Balbo, Renzo Ravenna e delle più alte autorità locali.

Fa parte dell’addizione novecentesca di Ferrara, la quale aveva lo scopo di riportare la città agli antichi splendori Estensi secondo il desiderio di Italo Balbo, oltre che rappresentare il regime fascista con il suo stile monumentale.

 

Struttura dell'edificio

Giorgio Gandini aveva già operato nella città in qualità di architetto e restauratore. Per l’ex “Casa del Fascio” propose un uso generoso di elementi marmorei e decorativi appartenenti alla cultura estetica cinquecentesca.

L’intera costruzione era molto ampia, perché comprendeva più di cento stanze e si elevava per circa 17 metri d’altezza. Va chiarito comunque che, dal confronto tra le piante del progetto firmato da Gandini e quelle più recenti relative allo stato attuale del corpo di fabbrica in questione, si notano alcune trasformazioni negli interni.

Nella progettazione dell’edificio, Gandini aveva intenzione di offrire al duce una vera e propria reggia che faceva bella mostra di sé in quello che stava diventando il viale più prestigioso della città.

L’edificio presenta una pianta a corte con corpo centrale e due ali laterali.

Fonti non accreditate ritengono che la pianta riproduca la lettera “M” come omaggio a Mussolini.

La facciata risulta monumentale con protiro di ingresso che sorregge un’ampia balconata delimitata da balaustrine neorinascimentali.

Il piano terra è caratterizzato da un bugnato orizzontale, il piano nobile da balconi con balaustrine e porte finestre sovrastate, a intervalli regolari, da timpani e dossi. Più semplice è il terzo ordine che delimitato da un marcapiano, termina con una cornice in beccatelli.

Diversamente dagli esterni, che sono in stile eclettico ottocentesco, l’atrio di ingresso e lo scalone assecondano la nuova moda del razionalismo novecentista.

 

La sopraelevazione

Dopo la guerra cambiarono gli enti assegnatari: oggi l’edificio ospita la scuola secondaria di I grado “Tasso”. In riferimento a questa parte, ovvero l’ala ovest, i lavori di adattamento ad uso scolastico furono frequenti dagli anni ‘60 agli anni ‘80, inoltre accoglie una serie di uffici statali mantenendo comunque il suo carattere di edificio per servizi alla popolazione.

A causa della necessità di accogliere più ambienti e persone è stato sopraelevato e sono andate distrutte decorazioni murali e plastiche come alcune importanti sculture di Virgili. L’edificio originale (senza sopraelevazione) toccava i 17 metri di altezza.

 

Destinazione d'uso originaria e attuale

Il fascismo ferrarese riuscì ad avere la sua dimora per volere del rappresentante del PNF Italo Balbo e del segretario federale Umberto Klinger.

La casa del fascio sorse in viale Cavour, una posizione centrale della città che avrebbe consentito di poter controllare da una maggiore vicinanza le forze del partito fascista (Federazione agricoltori, l’Unione Industriali, commercianti, il fascio femminile, le organizzazioni degli avanguardisti e dei balilla, il gruppo universitario, ecc.).

Il corpo centrale dell’edificio era destinato alla sede principale del fascismo, mentre le due ali laterali ospitavano le sedi dei sindacati operai e degli agricoltori. Tale forma ha consentito di ricavare al suo interno un grande cortile “d’onore”, capace di contenere di oltre cinquemila persone.

Attualmente il corpo centrale ospita le aule della scuola secondaria statale di I grado “Tasso”, mentre le ali laterali comprendono: la caserma dei carabinieri – corpo forestale, la sede del catasto e la ragioneria territoriale dello Stato.

 

L’edificio negli itinerari turistici

L’ex Casa del Fascio è parte dell’itinerario Ferrara città del Novecento.

 

Note

Scheda a cura di Alberto Ferrari, Carlo Graziani, Anna Monco, Marcello Pola, 5B a.s. 2018/19, Istituto G.B. Aleotti

 

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Ente Responsabile

  • Assessorato alla Cultura e al Turismo, Comune di Ferrara