Scheda: Luogo - Tipo: Vie e Piazze

Via Centoversuri

Via Centoversuri. Fotografia di Edoardo Moretti, 2015. © MuseoFerrara

Fra le strade più antiche della città, via Centoversuri è luogo dei primi insediamenti ebraici, nel XIII secolo.


Lat: 44.836179 Long: 11.615945

Notizie dal: XIII Sec. (1200-1299)
Primi insediamenti ebraici

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  • Ferrara ebraica

1. Una strada antica

È una strada tra le più antiche, nei pressi di quella “via Grande” che costeggiava il Po (ora via Ripagrande), asse mercantile d’eccellenza della “città lineare” sviluppatasi sulla sponda del fiume. La zona, decentrata rispetto al cuore di Ferrara che sta crescendo attorno alle piazze della Cattedrale e del Comune, è l’ideale per gli scambi commerciali grazie agli approdi fluviali di San Nicolò e di San Michele. Si ha la conferma di un insediamento ebraico alquanto compatto e continuativo in questa area da una vicenda che allontana momentaneamente gli Este dalla città. Nel 1293 Obizzo II d’Este muore senza lasciare eredi e le autorità cittadine, per sopire i rancori tra i figli, proclamano signore di Ferrara, Modena e Reggio il primogenito di Obizzo, Azzo VIII (1263-1308), alla cui morte si scatena un conflitto per la successione tra i pretendenti al governo. Nello scontro tra gli eserciti che sostengono i rivali, prevale quello pontificio in appoggio a Francesco di Obizzo II, che riporta il Ferrarese sotto il diretto dominio dello Stato della Chiesa (di cui era feudo) e la conseguente concessione del vicariato di Ferrara al re di Napoli Roberto d’Angiò, il cui presidio di soldati mercenari catalani rimane di stanza nel Castel Tedaldo dal 1309 al 1317. Nel 1310 il governo pontificio obbliga gli uomini adulti ferraresi a giurare fedeltà alla Santa Sede: nel documento del cosiddetto ‘giuramento di fedeltà’ si rileva la presenza di sedici ebrei capifamiglia residenti nella contrada (così erano chiamate le strade) di Centoversuri e uno residente nella vicina contrada di Boccacanale.

2. La strada

Secondo Gerolamo Melchiorri (1918), esistono due ipotesi sul nome della strada. La prima, dubitativa, fa derivare il nome da “Centro dei Vassuri”, con riferimento a Goffredo, Baldissera e Vittorio Vassuri dimoranti forse nella via fin dal 1254, che avevano testimoniato nella causa di religione conclusa nel 1301 contro l’eretico cataro Armanno Pungilupo. La seconda ipotesi, opinione dell’ingegnere Filippo Borgatti, è la derivazione da 'versurus,' futuro del verbo latino vertere, che significa rivolgimento (nel senso di curva o ansa), da cui il nome di “Centum-versuri”, ossia strada tortuosa, dalle cento curve. Secondo Dino Tebaldi (1991) il toponimo forse riconduce alla “lottizzazione dei suoli, dopo operazioni di bonifica; e l’assegnazione delle parcelle a chi [...] aveva titoli per lavorarla. Si può pensare ai primi tempi della signoria canossiana, quando fu costruito il Castel Tedaldo (nel borgo di Sopra) ed il territorio contiguo concesso in uso ai soldati”. Il termine ‘versuro’ significa ‘aratro’.

3. Testimonianze

“1295, 18 ottobre, Ferrara - Arduino vicario e Iacobo camerario vescovile rinnovano l’investitura per enfiteusi a Bonavita ebreo figlio del fu Lazzarino, che agisce come procuratore di Allegra sua madre, per sé, figli e nipoti o per sé e due successori, di un casamento di due tavole e mezzo posto in contrada di Centoversuri, per il canone annuo di un ferrarino da pagare nel mese di marzo”. (Franceschini 2007, regesto, doc. 34, dall’Archivio storico diocesano di Ferrara, p. 25)


“1314, 8 ottobre, Ferrara - Frate Enrico da Campagnola, camerario di fra Guido vescovo di Ferrara, rinnova a Josep del fu Bonaluce, ebreo, che riceve per sé, figli e nipoti, o per due successori se alla sua morte non avrà figli o nipoti, la investitura per enfiteusi di un casale di proprietà della Chiesa ferrarese posto in contrada di Centoversuri, presso altri beni dell’investito, per il canone annuo di un ferrarino nel mese di marzo...”. (Franceschini 2007, regesto, doc. 52, dall’Archivio storico diocesano di Ferrara, p. 31)


“1317, 16 marzo - Iosep e Mazalia giudei di Ferrara dichiarano di dover pagare ogni anno all’Episcopato di Ferrara tre ferrarini per la pensione annua dei loro casali posto in contrada di Centoversuri... Mazalia, inoltre, dichiara allo stesso modo per Benasuta sua nipote per un casale posto nella stessa contrada e paga un ferrarino per l’anno presente” (Franceschini 2007, regesto, doc. 54, dall’Archivio storico diocesano di Ferrara, p. 32). [La dichiarazione di entrambi si ripete il 27 marzo 1318, ibidem, doc. 55].


“1318, 27 marzo - Iosep giudeo, costituito davanti al camerario episcopale, dichiara di tenere per diritto di livello dal vescovo e dall’Episcopato di Ferrara due case in contrada Centoversuri, per il canone annuo di due bagatini, e per il presente anno gli paga quattro bagatini, impegnandosi ad attenersi a quanto è obbligato per legge”. (Franceschini 2007, regesto, doc. 56, dall’Archivio storico diocesano di Ferrara, p. 33)

 

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