Scheda: Luogo - Tipo: Verde pubblico

Parco Massari

Giardini Massari. Fotografia di Sandra Dvoranova. © MEIS

Il parco Massari prende il nome dall'attiguo palazzo eretto alla fine del Cinquecento ed è il più vasto dei giardini pubblici entro le mura della città.


Lat: 44.843461 Long: 11.623637

Progetto: 1780

Notizie dal: XIX Sec. (1800-1899)
Acquisto da parte dei conti Massari nella metà del XIX secolo

Notizie dal: 1936
Acquisizione da parte del Comune di Ferrara

Categorie

  • giardino | palazzo | parco

Tag

  • Ferrara ebraica

Il parco Massari prende il nome dall'attiguo palazzo eretto alla fine del Cinquecento ed è il più vasto dei giardini pubblici entro le mura della città, con una superficie di circa 4 ettari. Progettato nel 1780 dall'architetto ferrarese Luigi Bertelli per il marchese Camillo Bevilacqua (1745-1821), questo importante giardino era ricordato per le numerose sculture che lo adornavano e per la grande varietà di agrumi e piante da fiore che ne profumavano i magnifici percorsi. Verso la metà del XIX secolo i conti Massari acquisirono il palazzo modificando tutto il complesso come un parco all'inglese. Il disegno delle aiuole è quello ottocentesco e molti alberi sono più che secolari: oltre ai due cedri del Libano (1) all'ingresso, ci sono alcuni tassi, un imponente ginkgo e la gigantesca farnia presso l'ingresso di Corso Ercole I d’Este. Dal 1936 è proprietà del Comune di Ferrara, che lo ha adibito a parco pubblico.

Il parco Massari è noto anche per aver ispirato Giorgio Bassani (1916-2000) nella descrizione del mitico giardino dei Finzi-Contini, descritto nell'omonimo romanzo sebbene sia importante non dimenticare che nella reinvenzione letteraria lo scrittore ferrarese si è rifatto maggiormente a Ninfa, innestando nella sua Ferrara immaginaria visioni di un giardino lontano centinaia di chilometri. Lo ricorda anche la figlia, Paola Bassani: «Mio padre amava i paradossi e talvolta li incarnava. Mi viene in mente che il giardino cui è legato il suo più celebre romanzo non è, come si crederebbe dalle pagine del libro, in corso Ercole I d’Este, nel cuore della sua città, ma a centinaia di chilometri da Ferrara, a Ninfa, in una proprietà dei principi Caetani, Roffredo e Marguerite, quest’ultima direttrice di “Botteghe Oscure”, una rivista per la quale mio padre aveva a lungo lavorato. […] Mio padre è rimasto profondamente colpito e affascinato da Ninfa, tanto che se l’è portata dentro per molti anni e l’ha poi calata a Ferrara, anzi ha avuto il coraggio di calarla a Ferrara. Infatti, lui che diceva di essere un crociano, di voler parlare di Ferrara nella sua realtà storica e topografica, ha messo Ninfa all’interno di Ferrara! Come ha detto in un’intervista, si è concesso questa grande trasgressione: “Qualche libertà me la sono concessa…” e fa, appunto, l’esempio di Ninfa» (P. Bassani, Se avessi una piccola casa mia. Giorgio Bassani, il racconto di una figlia, La nave di Teseo, Milano 2016, p. 29s.).

 

 

Note

(1) Servizio protezione flora e fauna, oasi e zone protette della Provincia di Ferrara (a cura di), I grandi alberi della provincia di Ferrara, Provincia di Ferrara, Ferrara 2008

I tre cedri del Libano e il bagolaro al centro del parco per le loro caratteristiche sono stati inseriti nel primo Elenco degli alberi monumentali d’Italia, ai sensi dell’articolo 7 della legge 14 gennaio 2013, n. 10.

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Ente Responsabile

  • MEIS Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah
  • Assessorato alla Cultura e al Turismo, Comune di Ferrara

Autore

  • Sharon Reichel
  • Paola Boccalatte