Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Villa Melchiorri

Facciata di Villa Melchiorri

È collocata in Viale Cavour. Opera dell’ingegnere Ciro Contini, l’edificio è stato progettato all’inizio del Novecento come negozio-residenza.


VIALE CAVOUR 184

Committenza: 1903
incaricata all’ingegnere Ciro Contini

Progetto: 1903

Costruzione: 1904

Inaugurazione: 30 Luglio 1904

Categorie

  • villa

Tag

  • Villa Melchiorri | Ville liberty | Ciro Contini | liberty ferrarese | Ferrara città del Novecento

L'emblema del Liberty ferrarese

Villa Melchiorri, fu costruita su di un terreno rustico acquistato il 21 agosto del 1903 su commissione di Giuseppina Marchi Melchiorri, moglie del floricoltore Ferdinando Melchiorri. Nel prospetto vengono elaborate sfrangiature di gusto franco-belga, nello stile Art Noveau e Liberty.

Il Liberty proposto dall’ingegnere Ciro Contini appaga il gusto della ricca borghesia cittadina, sia di vecchia che di nuova tradizione, che apprezza le stilizzazioni Art Noveau parigine e il fatto che l’impianto planimetrico non sia bizzarro come l’esterno. La Villa vanta una superficie di circa 350 m2 e un parco di circa 2200 m2.

Attorno al 1909, Ferdinando Melchiorri, fece costruire, probabilmente da un non meglio identificato “capomastro-geometra”, due dependances che si affacciano direttamente su viale Cavour: al loro interno furono sistemati laboratori, serre e piccoli alloggi per i commessi del floricoltore.

 

Struttura della Villa

L’edificio è caratterizzato dal rinnovamento stilistico rispetto all’eclettismo della seconda metà dell’Ottocento e dalla sperimentazione e adozione di materiali prefabbricati e nuove tecniche costruttive. La Villa, costituita da due piani fuori terra, comprendeva lo spazio adibito all’esercizio commerciale nel sotterraneo e in parte del piano terra, mentre la restante parte di esso e il primo piano erano adibiti all’abitazione privata.

Gli ornati della Villa sono dominati dal motivo cardine del cerchio, come marchio di prestigio. Tale figura compare nell’imboccatura del portico d’ingresso, a forma di corbeille (cesta), e nelle perforazioni del seminterrato.

La decorazione è tutta in calcestruzzo di cemento, modellato dallo scultore ferrarese Arrigo Minerbi, con l’architrave delle finestre, l’estremità superiore dei pilastri di sostegno e gli spigoli del balcone che si trasformano nei rami di un mazzo di girasoli, ripresi come tema principale sulla cancellata in ferro battuto, realizzata dalla Ditta De Paoli di Ferrara. Numerose sono le decorazioni andate perdute tra cui l’insegna policroma, la fascia marcapiano bicroma a scacchiera e la decorazione a onde della fascia del sottogronda, intervallate da mensole in ferro sinusoidali.

L’impianto planimetrico della Villa non ha variazioni strutturali o compositive rilevanti rispetto al progetto originario sia per il pianterreno che per il piano superiore: dall’ingresso principale si accede ad una “Sala d’esposizione”, con buona funzione dispositiva degli spazi; al piano superiore il vano corrispondente diventa un “soggiorno”, e tutt’intorno sono disposte varie camere da letto. L’odierna sistemazione della Villa, però, è diversa da quella originaria avendo subìto alcuni ammodernamenti.

 

L’edificio negli itinerari turistici

L’edificio è parte dell’itinerario Ferrara città del Novecento.

Testimonianze

«Quella congiunzione leggiadra tra una casa e un giardino»

(«Gazzetta Ferrarese», 31 luglio 1904)

 

«L’ingresso principale foggiato a guisa di corbeille, che si presta convenientemente per la mostra di piante e fiori» («L’Architettura Italiana», Anno I, 9 giugno 1906)

 

Note

Scheda a cura di Giacomo Bertelli, Jacopo Lodi, Matteo Malservigi, Andrea Salvadego, 5A a.s. 2018/19, Istituto G.B. Aleotti

 

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Ente Responsabile

  • Assessorato alla Cultura e al Turismo, Comune di Ferrara