Scheda: Luogo - Tipo: Monumenti, lapidi e fontane

Le Mura

Mura della città. Fotografia di Sandra Dvoranova. © MEIS

La cinta muraria citata nel Poema abbraccia una Ferrara moderna, la città che accoglie l'Ariosto una volta abbandonato il locus amoenus della casa materna a Reggio. Nel tracciato di circa 9 chilometri sono disseminate fortificazioni a pianta triangolare, le principali realizzate intorno al XV secolo.


Costruzione: XII Sec. (1100-1199)

Restauro: 1988 - 1999

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  • studio | porta | orto | mura | militare | guerra | fossato | fiume | famiglia | edificazione | casa | bastione | architetto | ampliamento

Tag

  • La città di Ludovico Ariosto | Ferrara ebraica | Le Mura

La difesa estense impressiona Ariosto

L’Ariosto, che nel 1484 giunge a Ferrara dopo aver abbandonato le amenità del “Mauriziano” materno, si trova di fronte a una città fortificata le cui imponenti mura resteranno tanto impresse nel suo immaginario da apparire così riflesse nei canti nel Furioso:


Lontan si vede una muraglia lunga
Che gira intorno , e gran paese serra;
e par che la sua altezza al ciel s’aggiunga,
e d’oro sia da l’alta cima a terra.
…a me par oro, poi che sì risplende.
(O. F. VI, 59)


Come fu appresso alle sì ricche mura,
che’l mondo altre non ha de la lor sorte,
lasciò la strada che per la pianura
ampla e diritta andava alle gran porte;
(O. F. VI, 60)


Il tracciato disegnato da Biagio Rossetti è un esempio di perfetta fusione tra la città e il corpo difensivo delle mura. Egli adegua il corpo difensivo alle esigenze di una città nuova, adattandolo al perimetro disegnato dalle strutture dei borghi già esistenti: “…avrebbe potuto applicare un schema radio centrico, a perimetro ottagonale o a stella, oppure ortogonale. Il guscio avrebbe prevalso sull’abitato, il contenitore sul contenuto, la difesa militare sulla vita associata. Rifiutò pagando, ancora una volta, la sua grandezza di urbanista e architetto al prezzo della celebrità nel campo della trattatistica rinascimentale”. (Zevi 1960, p. 82). Lo stesso Ariosto resta colpito dalla perizia strategica nel sistema di difesa estense, elogiando la grandezza dei duchi, in particolare di Ercole I e di Alfonso I, i quali, dimostrando di avere a cuore la sicurezza della città, investirono intensi sforzi nell’imponente opera di fortificazione.


E che sarebbe tal per studio e cura
Di che al sapere et al potere unita
La voglia avendo, d’argini e di mura
Avria sì ancor la sua città munita,
che contra tutto il mondo star sicura
potria, senza chiamar di fuori aita.
(O. F. XLIII, 1-6)

Il perimetro iniziale

Le mura riscoperte e citate dal Poeta sono quelle che inglobano e lasciano spazio alle Delizie, le dimore di svago della famiglia estense, dove giungevano letterati e poeti da tutta la penisola. Il complesso fortificato, il cui perimetro era in origine di 13 chilometri, segue un primo tracciato risalente alla prima metà del XII secolo secondo il volere di Guglielmo degli Adelardi: abbracciava infatti l’area della città a nord del Po, il Borgo Nuovo, che rimase così cinto fino alla metà del XIV secolo. Le mura si presentavano allora come lunghe cortine rettilinee alte e merlate, intervallate da torri a pianta quadrata. Un primo rilevante ampliamento avveniva sotto Nicolò II d’Este, nel 1385, quando, in concomitanza all’edificazione di Castel Vecchio, le mura vengono rafforzate estendendosi lungo il Po. Nuovi interventi, dovuti al progressivo prosciugamento del fiume nella zona a Sud, portarono a un’ulteriore estensione in quella direzione. Della fortificazione della parte meridionale fu incaricato nel 1401 Bartolino da Novara e, a evidenziare il nuovo nodo difensivo, venne ordinata l’edificazione di Castel Nuovo (1428), opera dell'architetto Giovanni da Siena.
I successivi interventi sorgono in risposta ai conflitti bellici in cui Ferrara sarà coinvolta negli anni seguenti, in particolare la guerra del 1482 con Venezia porterà Ercole I d’Este a richiedere il potenziamento, l’anno dopo, dell’area Nord con un vasto terrapieno che colmava un’area da Santa Maria della Rosa fino a Borgoleoni.

I lavori di ampliamento

Il conflitto con Venezia induce il Duca ad allargare ulteriormente la cinta muraria abbracciando anche le delizie e i piccoli borghi posti aldilà del fossato della Giovecca. I lavori di ampliamento del tratto a Nord furono affidati nel 1493 a Biagio Rossetti nell’ambito del progetto per l’Addizione Erculea e si protrassero fino al 1505 apportando modifiche di grande innovazione fino a rappresentare, come sottolinea lo Zevi, uno dei primissimi ampli esempi di fronte bastionato italiano. Si ripropone l’uso dei terrapieni, efficaci nello smorzare la gittata dei proiettili avversari, mentre la cinta muraria viene inclinata per sfruttare la spinta contraria del terrapieno conferendo così ulteriore stabilità alla struttura. Anche gli alberi, probabilmente pioppi, concorrono a rendere il bastione più robusto seguendo una disposizione a filari lungo i rampari. Postazioni per le armi da fuoco diventano i baluardi che vengono costruiti lungo il tracciato. In particolare sotto Alfonso I questi assunsero la caratteristica forma a freccia, presenti a Sud della città, più efficaci nel fronteggiare la violenza degli attacchi a fuoco.

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Ente Responsabile

  • Assessorato alla Cultura e al Turismo, Comune di Ferrara