Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Palazzo Calcagnini

Palazzo Calcagnini, fotografia di Cinzia Salmi, © Assessorato alla Cultura, Comune di Ferrara.

Il palazzo nobiliare in cui la famiglia Tibertelli e Filippo de Pisis abitano a partire dal 1906. Attualmente è la sede di Unindustria Ferrara.


VIA MONTEBELLO 33

Notizie dal: 1906
La famiglia Tibertelli iniziò ad abitare in questo palazzo a partire dal 1906

Categorie

  • palazzo

Tag

  • Ferrara Metafisica

L'edificio

Nell’autunno 1906, la famiglia Tibertelli lascia l’abitazione al numero 61 di via Mortara e si trasferisce nel nobiliare Palazzo Calcagnini, di proprietà del Conte Giovanni Grosoli Pironi (1859 –1937), personaggio di spicco nel mondo cattolico ferrarese e amico del Conte Ermanno Tibertelli (1861 –1923).

In questo palazzo Luigi Filippo Tibertelli de Pisis (1896-1956) trascorre gli anni della giovinezza, inizia a dipingere e allestisce le sue camere-museo, prima nella soffitta, poi nelle scuderie in disuso che furono messe a sua completa disposizione, ed infine nell’appartamento situato nel mezzanino. De Pisis era solito ricevere gli amici intellettuali, pittori, giornalisti, poeti, in questi ambienti; passano per Palazzo Calcagnini anche Giorgio de Chirico (1888-1978) e Alberto Savinio (1891-1952) che De Pisis ebbe occasione di conoscere presumibilmente tra luglio e agosto 1916, e che alloggiavano in quel periodo insieme alla madre Gemma Cervetto al numero 24 della stessa via Montebello. Dai registri delle presenze nell’appartamento di De Pisis, sappiamo che Savinio fece visita al giovane per la prima volta il 2 settembre 1916. Inoltre, l’amicizia era talmente intima che de Chirico aveva accesso alle stanze di De Pisis anche quando questi si trovava fuori Ferrara.

De Pisis abbandonò la casa di via Montebello nel 1920 quando si trasferì prima a Roma e poi a Parigi.

Testimonianze

“Sono contento - sera del 2 settembre 1916 - perché un altro bululù - Filippo de Pisis - è venuto, con me e cogli altri, a ballare sulla lastra incandescente di zinco. Salutiamo il novello buono. Sarà quel che sarà. Ma sarà: perché voglio che sia!”

Alberto Savinio, dedica sul registro delle presenze nella casa di De Pisis, citato in Sandro Zanotto, Filippo de Pisis ogni giorno, Neri Pozza, Vicenza 1996, p.74.

“Ho conosciuto un giovane studioso e poeta, pieno di buone intenzioni e di volontà un'essere [sic!] strano: ottuso e sensibile ardente ed oscuro [Filippo de Pisis]”.

Lettera di Giorgio de Chirico ad Ardengo Soffici, Ferrara 7 [corretto in 9]-9-916  (Firenze, Archivio di Stato)

"Seppi leggendo la "Voce" che Savinio era a Ferrara; ne feci ricerche. Stava di casa in faccia a me. (…). Conobbi A. Savinio in Alberto de Chirico e suo fratello Giorgio, Pittore".

Lettera di Filippo de Pisis ad Ardengo Soffici, 21 novembre 1916, in Giuliano Briganti, De Pisis, Catalogo generale, Electa, Milano 1991, vol.I, scheda no.1919/3, p.25,

"De Chirico e Savinio (vedi lume del fato!) eran proprio venuti ad abitare in una curiosa casa rossiccia a due soli piani (si veda la mia "Città dalle 100 meraviglie") tipicamente ferrarese, accanto a un rosso palazzo austero dove visse e morì il poeta Alfonso Varano di Camerino, in via Montebello, a due passi da quello quasi monumentale su disegno di Girolamo da Carpi, dove abitavo io e dove, forse, nacque (è una questione infatti che mi resta a delucidare). Li ricordo in una intimità cordiale, la signora Gemma, donna intelligentissima mi offriva un buonissimo thè con dolci, in un appartamento borghese ammobiliato, dove troneggiava un ritratto di Carducci con dedica, e dove scopersi, in un angolo, un religioso piccolo Fattori dipinto su un'assicella di scatola da sigari."

Filippo de Pisis, La cosidetta arte metafisica, in “Emporium”, (Bergamo), Vol. LXXXVIII, n. 527, Novembre 1938, p. 257-258

 

 

 

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Ente Responsabile

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  • Fondazione Ferrara Arte