Scheda: Itinerario - Tipo: Storico

Ferrara Metafisica

Giorgio de Chirico, I progetti della fanciulla, fine 1915 (New York, MoMA)

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Giorgio de Chirico nasce a Volo, in Grecia, nel 1888 da genitori italiani. Il padre, di origini siciliane, fa l’ingegnere, mentre la madre, Gemma Cervetto è di origini genovesi.

Dopo un periodo trascorso ad Atene, si trasferisce con la madre e il fratello Andrea (al secolo noto come Alberto Savinio) prima a Monaco e poi, passando per Venezia e Milano, a Firenze. Nel 1911, giunge a Parigi, dove rimane fino all’entrata in guerra dell’Italia il 24 maggio del 1915, quando insieme al fratello, si arruola nell’esercito italiano a Firenze. Alla fine di giugno vengono entrambi destinati a Ferrara per prestare servizio nel Deposito del 27° Reggimento di Fanteria.

Quando arriva a nella città estense, Giorgio viene assegnato alla Caserma Pestrini, un edificio del XVII secolo che sorgeva lungo l'asse di Viale Cavour all'incrocio con via Aldighieri e che oggi non esiste più. Qui presumibilmente fa amicizia con un commilitone, Carlo Cirelli, di cui esegue uno splendido ritratto.

Per i primissimi tempi, lui e il fratello vengono ospitati a casa del poeta Corrado Govoni, ma subito ad agosto si traferiscono in una casa via Ripagrande, dove soggiornano per qualche mese. Da quel momento e fino al dicembre del 1918, i de Chirico cambiano spesso casa: abitano in via Cammello, vicolo Carbone, via Montebello. Per un breve periodo i due fratelli abitano anche in via Mentana, dove era di casa Antonia Bolognesi, la giovane ferrarese con cui Giorgio ha una relazione sentimentale. La permanenza nell’antico ghetto ebraico, con le sue botteghe, le sue pasticcerie e la viva via Mazzini, ha un forte impatto sull'immaginario dei sue fratelli; ispirato da questi luoghi, Giorgio dipinge una serie di opere che hanno come soggetto i dolci e i pani tipici della tradizione ferrarese, mentre Alberto scrive il celebre testo visionario, F’rara città del Worbas.

Tra l’aprile e l’agosto del 1917, de Chirico viene ricoverato in osservazione presso l’Ospedale per malati di nevrosi di guerra Villa del Seminario, diretto dal Prof. Gaetano Boschi, luminare della psichiatria. Pochi giorni dopo lo raggiunge Carlo Carrà, che era di stanza a Pieve di Cento. Qui, i due artisti lavorano fianco a fianco e danno vita alcuni dei capolavori più significativi della stagione metafisica ferrarese.

Tra i luoghi che de Chirico frequentava e nei quali passava il tempo libero insieme al fedele amico Filippo de Pisis, a Corrado Govoni, Giuseppe Ravegnani e a molti altri c'erano la libreria Taddei e il caffè Folchini, attuale Caffè Europa, collocato in Corso Giovecca.

Ferrara, con la sua bellezza rinascimentale, il fascino dei suoi monumenti storici e le fabbriche contemporanee, ispira l’artista e invade le tele di de Chirico: il Castello Estense, piazza Ariostea, la storica Fabbrica dei Fratelli Santini, sono solo alcuni dei soggetti che de Chirico immortala nelle opere dipinte nel corso della sua breve ma intensa permanenza in città.



 

 

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