Scheda: Soggetto - Tipo: Ente

Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah

MEIS. Fotografia Monica Bettocchi. © Monica Bettocchi

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah illustra l’originalità della storia ebraica italiana e promuove attività culturali per diffondere e valorizzare il patrimonio di saperi, idee ed esperienze originate dalla più che bimillenaria presenza ebraica in Italia.


VIA PIANGIPANE 81

Categorie

  • museo | istituto culturale

Tag

  • Ferrara ebraica

1. L'edificio

Il luogo scelto come sede del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah è il complesso delle ex-carceri cittadine di via Piangipane, costruito nel 1912 e dismesso nel 1992, nella zona sud-ovest della città. A guidare questa scelta è stata la volontà di recuperare per la città un luogo di segregazione e di esclusione e rendere aperto e frequentato uno spazio di emarginazione, collocato a breve distanza dall’area dell’ex ghetto di Ferrara.

Nel novembre del 2007 l’edificio e l’area annessa sono consegnati dall’Agenzia del Demanio al Ministero per i beni e le attività culturali. Nel 2011 si è concluso il recupero della Palazzina che dà su via Piangipane: da allora ospita gli uffici della Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, incaricata di gestire le attività del museo, ed è sede di iniziative culturali, mostre, convegni.

2. Il museo che verrà

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah viene istituito con la legge n. 91 dell’aprile 2003, modificata dalla legge 296 del 27 dicembre 2006.

Nel 2010 viene indetto un concorso internazionale per il recupero dell’area e la progettazione del Museo. Il progetto vincitore è quello elaborato dall’equipe formata da Studio Arco di Bologna e –SCAPE di Roma, che si propone “di sfruttare le importanti premesse per creare un nuovo centro in termini culturali, ma anche fisici e urbani” (MEIS 2011, p. 91). Per questa ragione il parco si ispira al tema dei giardini rinascimentali e, insieme all’acqua, rappresenta un omaggio alla città estense.

Nel progetto il MEIS viene concepito come museo ‘libro’ della memoria: cinque volumi, che richiamano simbolicamente i cinque libri della Torah, costituiscono il complesso museale insieme all’edificio C, l’unico conservato dell’originale complesso carcerario. I cinque edifici-libro accolgono le varie funzioni del museo, all’interno esso è interpretato come “luogo dalle possibilità mutevoli”: il riferimento è “il teatro con le sue variazioni scenografiche” (MEIS 2011, p. 92). Gli edifici sono pensati come unità funzionali indipendenti, rendendo possibile l’impostazione del cantiere in più fasi, inoltre l’articolazione in più corpi consente inoltre di rendere autonome le singole componenti funzionali del complesso museale permettendo agli spazi espositivi, alla biblioteca, al ristorante di avere completa autonomia, attraverso accessi, servizi e percorsi indipendenti. Nei quattro libri-edificio tra la palazzina e il corpo C è previsto l’allestimento permanente e la collocazione dei laboratori didattici e della biblioteca, mentre il corpo centrale accoglierà gli allestimenti temporanei. Il quinto libro-edificio su via Rampari, prospiciente un tratto di mura estensi, ospiterà l’ingresso e i servizi aggiuntivi, come ristorante, caffetteria e bookshop.

3. Cenni sull'allestimento

“Cosa significa tradurre la memoria in architettura? Ecco, è questa la semplice domanda che noi dello studio –SCAPE ci siamo posti al momento di avviare la progettazione del Meis, Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah, commissionato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che sorgerà a Ferrara. Nel 2011, anno di aggiudicazione del concorso, l’età media del nostro studio non arrivava a 30 anni. […] Forse proprio la nostra giovane età ha fatto sì che istintivamente avessimo deciso di prediligere non tanto quello che il Museo deve ricordare, compito del comitato scientifico della Fondazione, ma il come lo debba ricordare. Il museo è la costruzione di un luogo che non sarà solo un archivio di materiali e testimonianze, che ne costituiranno la ricchezza, ma un incubatore dove possa prendere forma la memoria, messa in scena attraverso uno spazio che renda possibile l’avvenimento, lo scambio e il confronto reciproco, sia esso in forma sociale, collettiva, individuale, culturale. […] Cultura e memoria, così legate in un museo, sono elementi in continua evoluzione, caratteristica che coinvolgerà lo spazio espositivo attraverso interfacce di allestimento interattivo e digitale (curate dal regista Luca Scarzella), costituite da immagini in continuo cambiamento, da adattare alla sensibilità del visitatore e al tempo; entreranno a far parte del progetto di allestimento anche tutte quelle interfacce naturali esistenti (le mura, la vegetazione, gli edifici conservati e restaurati) ridisegnate dalla nuova frontiera dell’interattività. Questo museo non sarà solo raccolta di oggetti anche bellissimi, ma strumento e luogo per comunicare significati, idee, incubatore della memoria del futuro”. (Studio Scape, www.meisweb.it/dare-forma-al-ricordo-messo-in-scena-senza-emozioni)

4. Attività

La gestione del Museo è affidata ad una Fondazione costituita tra il Ministero per i Beni e le attività Culturali e del Turismo, il Comune di Ferrara, il CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) e l’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

La Fondazione assicura che il Museo svolga in particolare i seguenti compiti: far conoscere la storia, il pensiero e la cultura dell'ebraismo italiano; promuovere attività didattiche e organizzare manifestazioni, incontri nazionali ed internazionali, convegni, mostre permanenti e temporanee sui temi della pace e della fratellanza tra popoli e dell'incontro tra culture e religioni diverse.

Tra le attività principali del Meis a partire dal 2010 c’è l’organizzazione della Festa del Libro Ebraico in Italia e di diverse mostre temporanee. Queste sono ospitate nei locali della Palazzina di via Piangipane 81, inaugurata nel dicembre 2010 con la mostra Meis versione Beth[A] (20 dicembre 2010 – 5 febbraio 2011), a cura di Raffaella Mortara. Altre mostre si sono susseguite nel tempo, fra queste Testa e Cuore. La Collezione di Gianfranco Moscati: storia e storie degli ebrei italiani narrate da oggetti di arte cerimoniale, documenti rari e libri preziosi (24 aprile-30 giugno 2013), a cura di Serena Di Nepi e Vita, colore, fiabe. Il mondo ebraico di Emanuele Luzzati in collaborazione con il Museo Luzzati di Genova (27 aprile-27 luglio 2014) a cura di Sergio Noberini e Michela Zanon. Dal dicembre 2014 nei locali della Palazzina del Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah è allestita la mostra Torah fonte di vita. La collezione del Museo della Comunità Ebraica di Ferrara (19 dicembre 2014 – 31 dicembre 2015), che vede esposta parte della collezione del Museo della Comunità ebraica di Ferrara, temporaneamente chiuso a causa del terremoto.

Inoltre nell’aprile del 2014 il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah e il Mémorial de la Shoah di Parigi hanno firmato una convenzione con la quale si impegnano a sviluppare progetti comuni allo scopo di promuovere una migliore conoscenza della storia della Shoah in Italia e in Europa.

Sitografia

Fototeca

Soggetti correlati

Luoghi correlati

Eventi correlati

Temi correlati

Ente Responsabile

  • Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Autore

  • Federica Pezzoli
  • Sharon Reichel