Scheda: Tema - Tipo: Cultura e istruzione

Arte tipografica ebraica

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Tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento Ferrara è stata una delle capitali del libro ebraico in Italia.


Inizio: XV Sec. (1400-1499)

Categorie

  • rinascimento

Tag

  • Ferrara ebraica

1. Quattrocento e Cinquecento

L’arte tipografica ebraica a Ferrara esprime i suoi fasti in due periodi distinti: il primo verso il 1477; l’altro intorno alla metà del Cinquecento. La prima fase è contraddistinta dall’attività di Abraham ben Chaìm (o Haim): figlio di un rabbino, lavora come tintore a Pesaro prima di trasferirsi a Ferrara, dove diventa editore di libri e pubblica un commento al libro di Giobbe e una raccolta di ordini rituali. Descritto come “vir in arte sua versatissimus”, nel 1482 torna a Pesaro per poi stabilirsi a Bologna, dove continua il suo impiego nella tipografia.

La seconda fase è relativa agli anni 1551-1558, quando a Ferrara sono attivissimi gli stampatori Samuel ben Askarà Safardì (o Samuel Gallus, di origine francese) e Abraham Usque: in pochi anni pubblicano 28 volumi di teologia in ebraico e sei in spagnolo e portoghese. Samuel Gallus pubblica, fra le altre opere, un importante testo filosofico dello studioso e commentatore biblico portoghese Isaac Abrabanel. Abraham Usque, forse di famiglia spagnola, come indica il cognome (della regione della Huesca), ma che era nato e aveva lavorato come tipografo a Lisbona – dove era conosciuto come Duarte Pinel – dà alle stampe una magnifica Biblia Española, un esemplare della quale è ora custodito nella Biblioteca Comunale di Ferrara.

Nella seconda fiorente fase si ricorda anche Yomtob Atias (mercante portoghese di origine spagnola) che nel 1552, di propria iniziativa, traduce e pubblica in lingua spagnola il Siddur, libro di preghiere ebraiche grazie al quale gli ex conversos che non leggevano l’ebraico possono recitare le preghiere e seguire le cerimonie.

Terminata la grande impresa della Biblia Española, nel 1553 Abraham Usque rileva la tipografia di Yomtob Atias e di Jerónimo Vargas: nei cinque anni che seguono pubblica in proprio 25 opere liturgiche in lingua ebraica; la marca tipografica della bottega di Usque è la sfera armillare (astrolabio sferico).

2. L'età del ghetto

Sul finire del Seicento due stampatori ebrei, Joseph Nissim e Abraham Chaim, lavorano nella tipografia del cristiano Girolamo Filoni e nel 1693 stampano il libro di preghiere Siddur miberakhah seu Ordo benedictionis, con pregiate incisioni riproducenti i segni del celebrante nella liturgia della Pasqua (anche questo nella Biblioteca Comunale di Ferrara). Filoni però, a causa delle restrizioni antiebraiche imposte dalla Santa Sede, è costretto a sciogliere la società e fondere i tipi ebraici. Nel 1767 la Comunità ebraica di Ferrara stabilisce che alcuni ragazzi della Scuola ebraica aiutino il tipografo Salvador Serri per imparare e preservare questo importante mestiere.

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Ente Responsabile

  • Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara