Scheda: Tema - Tipo: Scienze e tecniche

Medicina

Copertina di Aldo A. Luisada, The Sound of the Diseased Heart, St. Louis, Warren H. Green, 1973 (reprint 2013 Butterworth-Heinemann)

Ferrara è una delle capitali mondiali della scienza medica ebraica.

 

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  • rinascimento | medioevo

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  • Ferrara ebraica

1. Sotto gli Este

Agli esordi della medicina ebraica ferrarese può essere collocato il nome di Nathan ha Meati, traduttore di Avicenna e Ippocrate e medico ebreo centese della fine del Duecento.

In epoca estense, gli ebrei eccellono nella scienza medica, anche perché è l’unico dottorato consentito loro, in quanto la medicina è considerata un settore di studio estraneo alla religione, e quindi praticabile anche dai non cristiani. Per conseguire la laurea, gli ebrei devono ottenere una dispensa pontificia (tranne rari casi in cui si agisce in deroga a questa disposizione) e superare, come i cristiani, un durissimo esame. Nel XV e XVI secolo si hanno notizie di ebrei che ottengono il titolo di artium et medicinae doctor all’Università di Ferrara, fondata nel 1391 da Alberto V d’Este (1347-1393). Quando, il 25 luglio 1467, il futuro duca Ercole I d’Este (1431-1505) rimane ferito gravemente al malleolo del piede destro durante la battaglia della Riccardina (o della Molinella), vicino Bologna, combattendo contro i fiorentini, una volta tornato a Ferrara viene curato da un medico ebreo (Ercole rimane però zoppo per tutta la sua vita e viene appellato dai veneziani Il ciotto, ossia “Lo zoppo”). L’Ateneo ferrarese annovera fra i suoi laureati anche il celebre filosofo ed esegeta biblico Obadià Sforno (1470 ca.-1550), che ottiene il titolo di dottore nel 1501. Il medico ebreo portoghese Amato Lusitano (1511-1568), laureatosi a Salamanca, si ferma a Ferrara per sette anni, dal 1541 al 1547, insegnando Botanica ed Anatomia all’Università.

2. Il ghetto

Con la costruzione del ghetto nel 1627, sotto il dominio pontificio, gli ebrei vengono progressivamente privati dei loro diritti, per giungere all’editto del vescovo cardinale Magalotti del 1629 che, oltre ad introdurre le predicazioni coatte nella Cappella ducale, vieta ai cristiani di assistere malati e puerpere ebrei, e viceversa, a medici e chirurghi ebrei di curare e insegnare l’arte medica ai cristiani, nonostante sia noto che i cristiani stessi hanno sempre avuto grande fiducia nella scienza medica ebraica.

Isacco Lampronti (1679-1756), celebre medico e filosofo ferrarese, consegue la laurea a Padova, ma è a Ferrara, nella sua casa nel ghetto, che torna nel 1701, quando gli viene conferito il titolo di rabbino.

3. Il Novecento e le persecuzioni razziali

I medici ebrei Cesare Tedeschi e Aldo Augusto Luisada, che insegnano presso l’Ateneo ferrarese, rispettivamente Istopatologia e Fisiopatologia, sono estromessi dalla docenza a seguito delle leggi razziali del 1938 e trovano rifugio negli Stati Uniti. Maria Zamorani (1893-1944), pediatra e ricercatrice all’ospedale Sant’Anna, compare tra gli ultimi nomi della lapide di via Mazzini: la sua vita finisce nel 1944 nel campo di sterminio di Auschwitz, Polonia.

4. Testimonianze

1446, 5 settembre, Ferrara

Anna ebrea figlia del fu Salomone, abitante con Maestro Elia medico ebreo da Fermo in contrada di S. Salvatore, costituisce Rinaldo Mezzaprili suo procuratore in causa che ha con Mosè ebreo prestatore in Ravenna, espressamente per farlo incarcerare, come suo debitore per sospetto di fuga”. (regesto di Franceschini 2007, doc. 476, p. 175)

“Esisteva pure nel 1467 un valente chirurgo, che aveva molto grido anche nella Corte Estense.

Difatti quando Ercole I rimase ferito nel detto anno, dopo aver combattuto valorosamente nella pianura bolognese contro l’esercito fiorentino ponendolo in fuga, si fece ricondurre alla sua capitale per esservi curato. La sua ferita era grave ed alla clavicola del piede destro. Giunto a Ferrara, ‘quivi trovò ristoro nella cura di certo Giacobbe Ebreo’, così si piace di chiamarlo il Frizzi (vol. IV, p. 62). Sicché risanò, restando però zoppo pel resto della sua vita, causa la natura dell’offesa ricevuta”. (Pesaro 1878-1880, p. 14)

“Un Editto del Vescovo Cardinale Magalotti del 1629 ne aggiunse altre [interdizioni] gravissime […] ai medici ed ai chirurghi cristiani non era concesso senza licenza di venire in aiuto delle puerpere e degli infermi Ebrei, vietato ai medici, chirurghi e maestri ebrei di curare ed insegnare ai cristiani, ed ai maestri cristiani d’istruire gli ebrei”. (Pesaro 1878-1880, pp. 42-43)

“Vogliamo parlare d’Isacco Lampronti, di che l’umanità e la patria possono bene onorarsi, e che a nostro avviso fu il personaggio più insigne, che abbia avuto questa Comunità israelitica. […] passò a Padova per fare il corso medico […] Com’ebbe conseguito con molto onore il Diploma nella medicina, prima di ritornare nella città nativa si trattenne in varie altre della penisola […] Ritornato in Ferrara vi fu accolto con molte onorificenze. L’Accademia Rabbinica ch’era floridissima ed in stretta relazione colle altre più importanti d’Italia, gli conferì il titolo di Haver, e lo ammise fra i suoi membri distinti, benché fosse giovanissimo”. (Pesaro 1878-1880, pp. 54-55)

Fonti Archivistiche

  • Archivio di Stato di Ferrara, Archivio Notarile Antico di Ferrara, not. Antonio Fontacchiesi, matr. 66, pacco 1, schede 1446

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Ente Responsabile

  • Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara